Quando si parla di denaro, pensiamo subito a numeri, budget, risparmi, investimenti. Eppure, nelle Costellazioni Familiari, il denaro non è mai solo una questione materiale: è un’energia viva, che scorre (o si blocca) seguendo le leggi del cuore — amore, appartenenza, lealtà, equilibrio.
E allora può accadere che i nostri blocchi economici non siano frutto di errori, incompetenza o sfortuna, ma di fedeltà invisibili. Una lealtà profonda, spesso inconsapevole, che ci lega alla nostra famiglia d’origine.
Se ti sei mai sorpreso a pensare:
- “Non so perché, ma quando guadagno mi sento a disagio…”
- “Appena arriva un po’ di soldi, succede qualcosa e mi ritrovo quasi senza…”
- “Faccio fatica ad arrivare a fine mese…”
- “Ho paura che il successo mi allontani da chi amo…”
…sappi che non sei strano, né sbagliato. E soprattutto, non sei solo. Ciò che stai vivendo non è un difetto personale, ma un nodo sistemico: un groviglio d’amore che ti tiene legato al tuo clan, anche quando desideri andare oltre.
Il denaro come energia e le leggi dell’amore
Nelle Costellazioni Familiari si osserva che il denaro risponde alle stesse leggi che regolano i legami affettivi: il bisogno di appartenenza, l’ordine gerarchico, l’equilibrio tra dare e ricevere.
Se nella tua famiglia ci sono state mancanze non riconosciute, sacrifici taciuti, ingiustizie subite o rabbia mai espressa legata al denaro, il tuo inconscio può “decidere” di limitare il tuo benessere economico per restare fedele a quel dolore. Non per punirti, ma per amore. Un amore infantile e primordiale che ti spinge a restare nello stesso destino di chi ti ha preceduto, per non sentirti “di più”, per non “tradire” il gruppo di appartenenza.
In questo quadro, la figura della madre assume un ruolo centrale.
La madre: la prima porta per il dare e il ricevere
La mamma, nell’archetipo familiare, non è solo colei che ti ha dato la vita. È anche la prima persona da cui hai imparato cosa significa ricevere — non solo nutrimento fisico, ma sicurezza, valore, permesso di esistere.
Da lei hai assorbito, spesso senza parole, messaggi come:
- Posso ricevere facilmente?
- Devo faticare per meritare?
- Ho diritto alla gioia, alla leggerezza, all’abbondanza?
Se lei ha vissuto nella scarsità, se ha dovuto rinunciare ai suoi sogni, se sospirava ogni volta che apriva il portafoglio o ripeteva frasi come “non possiamo permettercelo”, quel vissuto è diventato un’eredità emotiva. Una sorta di “programma segreto” che il tuo inconscio esegue ancora oggi, ogni volta che firmi un contratto, incassi un pagamento o decidi di fare un investimento.
Quando il denaro diventa un nemico invisibile
Immagina la storia di Marco, 42 anni, imprenditore di successo. La sua azienda va bene, i clienti lo stimano, il fatturato cresce. Eppure, ogni volta che vede il conto salire, sente una sottile ansia. Si auto-sabota: assume persone che non funzionano, lancia prodotti troppo in fretta, dimentica di incassare una fattura importante.
In un percorso di consapevolezza, affiora un ricordo: sua madre, ogni fine mese, seduta al tavolo della cucina, contava le monete con un sospiro e diceva: “Tanto a noi non è mai andata bene. L’importante è che tu studi e non finisca come me.”
Quel bambino, seduto accanto, stringeva i pugni sotto il tavolo. Provava rabbia — “Perché non ce la fai?” — seguita da colpa — “Come posso avere più di te?”
Quella rabbia repressa, unita alla pena per la sofferenza materna, si è trasformata in un blocco inconscio:
- “Se guadagno troppo, la tradisco.”
- “Se ho successo, la lascio indietro.”
- “Se vivo nell’abbondanza, sono un ingrato.”
Questo tipo di dinamica è ciò che nelle Costellazioni si chiama risentimento nascosto: un nodo di emozioni — rabbia, pena, colpa, perfino arroganza — che resta congelato nel corpo e nell’anima. Il sistema familiare protegge l’equilibrio: se la mamma ha sofferto, tu non puoi star meglio di lei.
La via di scioglimento: riconoscere e restituire
La buona notizia è che questi nodi possono essere sciolti. Non con la forza di volontà, ma attraverso un processo di riconoscimento e integrazione.
Il primo passo è vedere il nodo: dare un nome al risentimento, senza giudizio. Riconoscere che la colpa, la paura e la rabbia non sono errori, ma parti di te che cercano di proteggere l’amore.
Il secondo passo è restituire il peso: “Mamma, questo dolore è tuo. Io non devo portarlo per amarti.” Questo non significa allontanarsi, ma liberare lo spazio interiore per permettere all’amore di fluire senza catene.
Infine, si accoglie la madre nel cuore — non come donna perfetta, ma come essere umano che, con i suoi limiti, ha fatto del suo meglio. Questo atto di riconciliazione interiore è potente: il corpo si rilassa, il respiro si amplia, la colpa si scioglie.
Il denaro smette di essere un nemico o un tabù, e torna ad essere ciò che è: energia di vita, possibilità, sostegno.
Oltre il denaro: libertà e abbondanza interiore
Guarire il rapporto con il denaro significa, in realtà, guarire il rapporto con il ricevere. Significa dire sì alla vita, sì al sostegno, sì all’abbondanza.
Non è solo questione di guadagni più alti o di un conto in banca sereno. È la libertà di respirare senza peso sul petto, di accogliere le opportunità senza sentirsi in colpa, di costruire un benessere che non è contro nessuno, ma a favore della vita.
Quando questo avviene, il denaro diventa un alleato, non un ostacolo. È il simbolo di una relazione sanata — con te stesso, con la tua famiglia, con la vita stessa.
Il primo passo è guardare con occhi nuovi la tua storia, riconoscendo che quello che ti trattiene non è cattiveria del destino, ma amore che aspetta di essere visto.
E da lì, piano piano, il flusso si riapre.



