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Le emozioni che bloccano il flusso: una lettura energetica

da | 22 Gen 2026

Nel percorso che conduce al risveglio, missione del Cribes, la comprensione profonda, l’accoglienza e la gestione consapevole delle emozioni rappresenta uno dei passaggi fondamentali. Le emozioni non sono semplici stati dell’animo: sono forze energetiche in movimento, correnti sottili che plasmano il nostro campo, influenzano il corpo, condizionano i pensieri e definiscono la qualità della nostra esperienza quotidiana. Quando fluiscono liberamente, favoriscono vitalità, lucidità e apertura. Quando ristagnano o vengono represse, generano blocchi che si manifestano sotto forma di tensioni, reattività, disequilibri emotivi e, nel tempo, disturbi psicosomatici.

Questo articolo inaugura la serie dedicata alle emozioni e ai loro effetti sul flusso energetico. Iniziamo dalle radici: le emozioni primarie, le risposte istintive che strutturano il vivere umano e che, se non ascoltate, diventano il terreno fertile per ferite, autosabotaggi ed evitamenti inconsci.

 

Le emozioni primarie: sei forze alla base dell’esperienza umana

Le emozioni primarie universalmente riconosciute sono sei: paura, rabbia, tristezza, gioia, sorpresa e disgusto. Sono comuni a tutti gli esseri umani, indipendenti dalla cultura, e rappresentano risposte immediatamente attive nel corpo e nel campo energetico.

Paura

La paura è la madre di tutte le emozioni ed ha un’importanza vitale per la sopravvivenza sia degli animali che delle persone; la sua funzione infatti, è la protezione: avvisa del pericolo per avere il tempo di “scappare”.

Quando però non viene riconosciuta o elaborata, diventa ansia, evitamento, immobilità decisionale, iper-controllo, diffidenza, chiusura verso le nuove relazioni e resistenze verso nuove esperienze.

Energeticamente la paura crea blocchi, tensioni, contrazioni, rallentamento e perdita di radicamento, creando dispersione di energia vitale e vuoti energetici, dove in seguito proliferano dubbi, indecisioni, insicurezze e senso di impotenza.

 

Rabbia

La rabbia è l’energia del movimento, della direzione, della spinta all’azione e al cambiamento e della difesa dei nostri confini.
Se espressa in modo sano, permette di dire no, di definire e proteggere i confini, di affermare i nostri bisogni e la nostra volontà e di darci la spinta per allontanarci da eventuali situazioni pericolose, per apportare dei cambiamenti nella nostra vita o per riportare in equilibrio delle relazioni.

Spesso però, la rabbia viene repressa o sfogata impulsivamente e quindi si trasforma in irritazione cronica, nervosismo, rancore, aggressività o auto-aggressività, quando a causa di sensi di colpa o eccesso di autocritica, la scarichiamo su noi stessi.
Nel corpo crea tensione, nel campo energetico genera congestioni che consumano energia.

 

Tristezza

La Tristezza è l’emozione che ci indica che è arrivato il momento di lasciar andare la persona, che sia un genitore, un compagno, un figlio o un amico e ci indica che abbiamo bisogno di elaborare una perdita o un lutto.
Se espressa in modo sano, ci permette di rimanere in contatto con noi stessi, di fare spazio al nuovo (nuove relazioni, nuove amicizie), di adattarci ad una nuova realtà e di accettare che la vita è in costante movimento, con cicli che finiscono ma nuovi cicli che contemporaneamente iniziano.

La tristezza se non viene accettata e accolta può diventare malinconia, senso di vuoto, senso di solitudine fino ad arrivare a stati depressivi e perdita di vitalità.
La tristezza bloccata pesa sull’energia come un velo che rallenta la capacità di aprirci al nuovo, blocca la nostra consapevolezza e il riconoscimento del nostro potenziale e rallenta la nostra crescita emotiva, lasciandoci in uno stato di dipendenza.

 

Gioia

La gioia è l’unica emozione primaria che ci espande, ci rende più luminosi, vitali, tolleranti e ci fa sentire più aperti alle relazioni sociali e connessi con il mondo esterno.
La gioia, a differenza della serenità, che è uno stato di benessere più profondo e durativo, viene percepita come un’emozione transitoria che nasce dalla soddisfazione di un bisogno o dal raggiungimento di un obiettivo.

Anche la gioia, però, può creare degli squilibri quando viene ricercata in modo compulsivo oppure usata per mascherare emozioni come il dolore e la paura.
Quando è autentica, ripristina la coerenza e la fluidità nel campo energetico, espande la nostra creatività e migliora il nostro stato di salute, rafforzando il nostro sistema immunitario.

 

Sorpresa

La sorpresa è un’emozione breve e transitoria che crea, come conseguenza di un evento inatteso e improvviso,  un’attivazione improvvisa del sistema nervoso, che ha bisogno di elaborare l’evento e valutare se l’evento osservato è pericoloso o piacevole.

Se l’evento è accettato, accolto e integrato, permette alla persona di sviluppare delle caratteristiche di adattabilità e flessibilità.
Se invece l’evento non è accettato e integrato, allora si trasforma in un segnale di pericolo, di iper-allerta, nervosismo e difficoltà a fidarsi del flusso.

 

Disgusto

Il disgusto è l’emozione che ci spinge ad allontanarci da persone o situazioni e ci permette di selezionare ciò che è più adatto a noi, e di rifiutare e respingere ciò che non è più adatto. E’ quindi un meccanismo di difesa che ci permettevi proteggerci e di evitare ciò che potenzialmente potrebbe essere pericoloso sia a livello fisico che personale.

Quando però questa energia viene bloccata, diventa rigidità, severità, eccesso di critica verso gli altri e difficoltà a lasciar andare ciò che non risuona più con noi.

 

Emozioni secondarie: quando l’energia si complica

Le emozioni primarie sono semplici e rapide. Le emozioni secondarie, invece, emergono quando l’energia originaria si stratifica attraverso storie, ferite, traumi non risolti, credenze e abitudini errate non trasformate.

Alcuni esempi di emozioni secondarie sono:

  • vergogna
  • senso di colpa
  • invidia
  • risentimento
  • gelosia
  • ansia
  • frustrazione
  • orgoglio ferito
  • senso di abbandono

Non sono emozioni “spontanee”: sono costruzioni emotive profonde, generate dalla difficoltà di stare con la vera emozione primaria che le precede.

Per esempio:

  • la vergogna copre spesso la paura di non essere abbastanza;
  • il risentimento è rabbia non espressa nel tempo;
  • la gelosia è la somma di tristezza, paura e insicurezza.

Quando affrontiamo le emozioni secondarie, torniamo sempre alla radice: la primaria che non è stata vista, accolta o integrata.

 

Il legame tra emozioni, chakra e meridiani

1. La paura – il blocco della sicurezza e del radicamento

La paura è l’emozione che ci protegge: ci aiuta a riconoscere i pericoli e a prenderci cura del nostro corpo.
Quando però non viene ascoltata, o quando diventa cronica, si trasforma in:

  • immobilità
  • insicurezza
  • ansia anticipatoria
  • difficoltà a prendere decisioni
  • bisogno di controllo

Nella visione energetica, la paura è collegata al 1° chakra (Chakra della Radice o Perineo Centrale) e al sistema di sopravvivenza.
Nella Medicina Cinese coinvolge e scarica principalmente i reni e la vescica, le strutture che custodiscono l’energia vitale (Jing) e che ci danno la spinta verso la vita.

Quando la paura ristagna, il flusso si abbassa, il radicamento si indebolisce e la persona tende a scappare inconsapevolmente e fatica a sentirsi stabile nella vita.
Ma quando la paura viene ascoltata, diventa una bussola: ci indica se c’è un pericolo dal quale ci dobbiamo proteggere e quindi allontanare oppure ci indica se sta emergendo un nostro limite che dobbiamo superare.

 

2. La rabbia – il blocco della direzione e dell’affermazione

La rabbia non è un’emozione “negativa”: è la forza che ci permette di affermare i nostri confini, dire dei no, difendere ciò che è importante.
Quando viene repressa o temuta, diventa:

  • Irritabilità e nervosismo
  • frustrazione accumulata
  • aggressività passiva
  • esplosioni improvvise
  • sbalzi di umore
  • senso di impotenza

Nella mappa energetica, la rabbia è connessa al 3° chakra (Chakra del Solare Anteriore), la sede del potere personale.
Nella Medicina Cinese è associata al fegato e alla cistifellea, organi incaricati di far scorrere liberamente l’energia.

Quando la rabbia ristagna, l’energia si comprime, la persona perde chiarezza e direzione, si sente bloccata nelle scelte e ha mancanza di iniziativa.
Quando invece viene riconosciuta, diventa forza di realizzazione, spinta all’azione, capacità di dire “io ci sono”, capacità di visione e di direzione nella vita.

 

3. La tristezza – il blocco del rilascio e del lasciar andare

La tristezza è l’emozione della perdita, del distacco, della conclusione di un ciclo.
È naturale, preziosa e necessaria per permetterci di elaborare profondamente l’evento e distaccarci da esso.
Quando però la evitiamo, si trasforma in:

  • malinconia cronica
  • pesantezza nel petto
  • senso di vuoto
  • rimuginazione mentale
  • difficoltà a separarsi da ciò che non è più

Energeticamente, la tristezza vive nel 4° chakra (Chakra del Cardiaco Anteriore).
Nella Medicina Cinese è legata ai polmoni e all’intestino crasso, gli organi che regolano l’entrata e l’uscita dell’energia, il dare e ricevere nelle relazioni e ciò che tratteniamo e ciò che scegliamo di lasciar andare.

Quando la tristezza ristagna, la persona trattiene oltre il necessario, non permette al nuovo di entrare.
Quando invece viene accettata e accolta, diventa un importante momento di crescita personale, di guarigione, di superamento dei nostri limiti e di apertura verso qualcosa di nuovo e più in linea con noi.

 

4. La gioia – il blocco dell’espansione

La gioia sembra l’emozione più semplice, ma non sempre sappiamo viverla fino in fondo.
Molte persone temono la gioia più della tristezza, perché la percepiscono come instabile o “pericolosa” perché passeggera ed effimera.
Quando viene trattenuta, si manifesta come:

  • iperattività
  • bisogno continuo di stimoli
  • ansia da performance
  • oscillazioni emotive
  • difficoltà a stare nel corpo

Nella visione energetica, la gioia è collegata al 4° chakra (Chakra del Cardiaco Anteriore) e al movimento di espansione.
Nella Medicina Cinese è connessa al cuore e al sistema circolatorio.

Quando la gioia non può fluire, la persona fatica a sentirsi viva, si auto-limita, riduce la propria capacità di provare piacere ed è diffidente verso gli altri e verso la vita.
Accogliere la gioia significa aprirsi alla vita con fiducia ed accettare con gratitudine tutto ciò che ci arriva come un bene prezioso per imparare una nuova lezione.

 

5. La sorpresa – il blocco della presenza

La sorpresa è l’emozione che ci permette di imparare ad adattarci rapidamente ad una nuova situazione e sperimentare il lasciar andare il controllo.
Se negata, diventa:

  • shock non elaborato
  • congelamento
  • difficoltà a reagire
  • allerta e iper-controllo

Correlata al 6° chakra (Chakra Ajna) e al sistema nervoso, ha il compito di mantenere la persona presente a sé stessa con la capacità di “vedere oltre”.

Quando la sorpresa ristagna, la persona rimane “in sospeso” e bloccata, come se una parte di sé non fosse più completamente nel presente.
Quando questa emozione viene integrata, riporta presenza, lucidità e capacità di rispondere in modo consapevole.

 

6. Il disgusto – il blocco del rifiuto profondo

Il disgusto è un’emozione primaria spesso sottovalutata perché, nella quotidianità, la associamo soprattutto a ciò che è “sporco” o “sgradevole”.
In realtà, sul piano energetico è un’emozione molto potente: segnala che qualcosa, in una relazione o in un’esperienza, viene percepito come incompatibile con il nostro sistema interno.

Quando non viene riconosciuto e compreso, il disgusto può trasformarsi in un blocco radicato che si esprime come:

  • rifiuto immediato di persone o situazioni
  • rigidità e giudizio
  • chiusura verso l’intimità
  • sensazione di “non sopportare” qualcosa o qualcuno
  • tendenza a isolarsi per protezione
  • ipersensibilità a stimoli o comportamenti altrui

Sul piano energetico, il disgusto è collegato a un movimento di allontanamento e contrazione.
Nella visione dei chakra può coinvolgere:

Nella Medicina Cinese, il disgusto è frequentemente associato allo Stomaco e alla Milza, organi che “ricevono” e “trasformano” ciò che entra in noi: alimenti, informazioni, emozioni.
Quando il disgusto ristagna, si osservano spesso tensioni addominali, nausea emotiva, chiusura del respiro, difficoltà digestive o una sensazione di “peso” che non si riesce a elaborare.

Accogliere il disgusto significa imparare a leggere il suo messaggio profondo:
“Qualcosa non è allineato a ciò che sono e ai miei confini energetici.”

Quando viene riconosciuto, il disgusto diventa una bussola importante per:

  • ristabilire confini sani
  • comprendere ciò che non vogliamo più tollerare
  • liberarci da memorie o situazioni che violano la nostra integrità
  • ritrovare un senso di centratura e chiarezza interiore

 

Quando le emozioni ristagnano: il blocco del flusso vitale

Ogni emozione ha una direzione naturale.
Quando la blocchiamo, impediamo al nostro sistema di funzionare nel suo equilibrio.

La stagnazione emotiva produce:

  • contrazioni nel corpo fisico
  • rallentamento del flusso energetico
  • contrazioni nel campo aurico
  • sovraccarichi in alcuni chakra e carenze in altri
  • somatizzazioni negli organi corrispondenti
  • distorsioni nella percezione
  • reazioni impulsive o automatismi dell’ego

Non c’è emozione che non lasci un’impronta e non crei una conseguenza. Quindi il lavoro, continuativo e costante, consiste nel riconoscere l’impronta prima che diventi un muro.

 

Le emozioni come alleate del risveglio

Nel percorso Cribes, le emozioni non sono un “problema da risolvere”: sono porte d’accesso per aumentare sempre di più la nostra consapevolezza.

Attraverso Armonia dei 12 Corpi, il riequilibrio dei chakra, il Theta Healing e la canalizzazione, lavoriamo su:

  • liberare le emozioni trattenute
  • sciogliere memorie antiche collegate a organi e meridiani
  • reintegrare le parti di sé bloccate nel dolore
  • ripristinare il flusso naturale dell’energia
  • restituire alla persona uno spazio interiore pulito, stabile e libero

Quando senti l’emozione e la lasci fluire, il corpo si armonizza, la mente si chiarisce e il tuo campo energetico torna ad aprirsi alla vita.

 

Inizia da qui

La prossima volta che provi un’emozione intensa, non chiederti come reprimerla.
Chiediti:

Cosa mi vuole dire?
Dove si sta bloccando nel corpo?
Quale parte di me sta chiamando attenzione?

Le emozioni non arrivano per punirti.
Arrivano per risvegliarti.

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